Kuzguncuk

A Istanbul il quartiere asiatico di Kuzguncuk é l’esempio reale di quello che era la pacifica convivenza tra religioni diverse durante l’Impero Ottomano.

E’ possibile ammirare la Chiesa armena di San Gregorio confinante ad una Moschea (foto 1). A pochi metri dalla Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio (foto 2) vi é vicinissima una Sınagoga ebraica (foto 3).

Kuzguncuk é facilmente raggiungibile in ferryboat con arrivo a Üsküdar, 5 minuti di autobus (direzione Beykoz) e siete arrivati.

Kuzguncuk si respira una meravigliosa atmosfera di quiete e di pace e con le sue case colorate e in legno (foto 4) vi dara’ l’impressione di trovarvi in un tipico borgo marinaro. 

Vi consiglio di fare anche una escursione nel vicino parco di Fethi Paşa Korusu e ammirare gli splendidi scorci dello Stretto del Bosforo immersi nella natura del luogo.

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Cığala-zade Yusuf Sinan Paşa
Scipione Cicala nato a Messina nel 1552 apparteneva ad una nobile famiglia genovese. A diciannove anni venne fatto prigioniero dalla marina ottomana mentre era in viaggio per la Spagna. Arrivato ad Istanbul gli venne posto il retorico dilemma: o la morte oppure convertirsi all'Islam ed entrare nell’esercito. Il giovane nobile genovese scelse l’opzione della sopravvivenza e cambiò nome in Yusuf Cığala-zade, dove il suffisso -zade sta per “figlio di” a volere in ogni caso mantenere vive le sue origini.
In meno di venti anni, fatti di ordini e missioni, si ritrova al comando di una flotta che divenne il terrore delle coste calabresi tanto da essere ricordato nei vecchi racconti popolari: ”Arrivaru li turchi, a la marina cu Scipioni Cicala e novanta galeri. Na matina di maggiu, Cirò vozzi coraggiu mentre poi a settembri, toccò a Riggiu. Genti fujiti, jiti a la muntagna, accussì di li turchi nessuno vi pigghia!”
Dopo il matrimonio con due nipoti del sultano Selim II vide aumentare le sue ricchezze e la sua influenza tanto da diventare Kapudan Paşa (Grande Ammiraglio della flotta ottomana). Per quaranta giorni riuscì a ricoprire anche l’incarico di Gran Visir, una specie di Ministro degli Interni, che abbandonò a causa degli intrighi di corte.
Continuò la sua opera combattendo sia contro i persiani che contro gli austriaci, mentre gli ultimi anni della sua vita li dedicò alla conquista della Calabria che in passato tante volte aveva saccheggiato, ma il suo progetto fallì miseramente venendo sconfitto dai reggini nel 1602.
C’è chi dice che dopo questa sconfitta ritornò ad Istanbul dove morì nel 1605. Chi dice che tornò a Genova sotto falso nome per vedere la città delle sue origini. Oppure che sia stato sconfitto in Polonia trovando la morte per mano di un cattolico che lo trafisse con un pugnale sussurrandogli “rinnegato” o morire nel corso della ritirata.
Qualunque sia stata la sua fine, oggi ciò che rimane di Scipione, oltre alle sue imprese, é quello di aver dato un nome al quartiere dove abitava e che oggi si chiama Cağaloğlu nell’antico distretto di Fatih, sul versante europeo di Istanbul, e dove vi é ancora in funzione l’hamam da lui costruito.
Fabrizio De André nel brano Sinàn Capudàn Pascià, nell’album Creuza de mä del 1984, ci racconta di questo personaggio che non compare nei libri di storia italiani ma é conosciutissimo in Turchia. 
 ”e questa a l’è a ma stöia 
e t’ä veuggiu cuntâ 
'n po' primma ch'à vegiàià 
a me peste ‘ntu murtä 
e questa a l’è a memöia 
a memöia du Cigä 
ma ‘nsci libbri de stöia 
Sinán Capudán Pasciá…”

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Cığala-zade Yusuf Sinan Paşa

Scipione Cicala nato a Messina nel 1552 apparteneva ad una nobile famiglia genovese. A diciannove anni venne fatto prigioniero dalla marina ottomana mentre era in viaggio per la Spagna. Arrivato ad Istanbul gli venne posto il retorico dilemma: o la morte oppure convertirsi all'Islam ed entrare nell’esercito. Il giovane nobile genovese scelse l’opzione della sopravvivenza e cambiò nome in Yusuf Cığala-zade, dove il suffisso -zade sta per “figlio di” a volere in ogni caso mantenere vive le sue origini.

In meno di venti anni, fatti di ordini e missioni, si ritrova al comando di una flotta che divenne il terrore delle coste calabresi tanto da essere ricordato nei vecchi racconti popolari: ”Arrivaru li turchi, a la marina cu Scipioni Cicala e novanta galeri. Na matina di maggiu, Cirò vozzi coraggiu mentre poi a settembri, toccò a Riggiu. Genti fujiti, jiti a la muntagna, accussì di li turchi nessuno vi pigghia!

Dopo il matrimonio con due nipoti del sultano Selim II vide aumentare le sue ricchezze e la sua influenza tanto da diventare Kapudan Paşa (Grande Ammiraglio della flotta ottomana). Per quaranta giorni riuscì a ricoprire anche l’incarico di Gran Visir, una specie di Ministro degli Interni, che abbandonò a causa degli intrighi di corte.

Continuò la sua opera combattendo sia contro i persiani che contro gli austriaci, mentre gli ultimi anni della sua vita li dedicò alla conquista della Calabria che in passato tante volte aveva saccheggiato, ma il suo progetto fallì miseramente venendo sconfitto dai reggini nel 1602.

C’è chi dice che dopo questa sconfitta ritornò ad Istanbul dove morì nel 1605. Chi dice che tornò a Genova sotto falso nome per vedere la città delle sue origini. Oppure che sia stato sconfitto in Polonia trovando la morte per mano di un cattolico che lo trafisse con un pugnale sussurrandogli “rinnegato” o morire nel corso della ritirata.

Qualunque sia stata la sua fine, oggi ciò che rimane di Scipione, oltre alle sue imprese, é quello di aver dato un nome al quartiere dove abitava e che oggi si chiama Cağaloğlu nell’antico distretto di Fatih, sul versante europeo di Istanbul, e dove vi é ancora in funzione lhamam da lui costruito.

Fabrizio De André nel brano Sinàn Capudàn Pascià, nell’album Creuza de mä del 1984, ci racconta di questo personaggio che non compare nei libri di storia italiani ma é conosciutissimo in Turchia. 

 ”e questa a l’è a ma stöia 

e t’ä veuggiu cuntâ 

'n po' primma ch'à vegiàià 

a me peste ‘ntu murtä 

e questa a l’è a memöia 

a memöia du Cigä 

ma ‘nsci libbri de stöia 

Sinán Capudán Pasciá…”

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Kanlıca Yoğurt ve Üzüm Şırası
Nella gastronomia turca lo yogurt, come in tutta l’area del Mediterraneo orientale, assume un ruolo di grande importanza che lo troverete impiegato in diversi modi: per condire le carni e le verdure fritte, per la preparazione degli antipasti (meze), per i mantı  oppure come salsa (cacık) con l’aggiunta di aglio, menta, cetrioli e olio. 
Tra i tanti tipi di yogurt che ho assaggiato, personalmente preferisco quello di Kanlıca, fatto con latte di mucca e di pecora e che viene accompagnato o con dello zucchero a velo o con della marmellata. Prodotto ad Istanbul, nel quartiere asiatico di Beykoz, vi consiglio di arrivarci per poterlo assaggiare direttamente in loco nei tanti chioschi che affacciano sul Bosforo. Non é una zona molto battuta dal turismo di massa ma é semplice da raggiungere arrivando al molo di Üsküdar in Asia e prendendo uno dei tanti autobus diretti a Beykoz con fermata nella zona di Kanlıca. Se invece non avete tempo per avventurarvi in queste bellissime e poco conosciute zone di Istanbul, lo yogurt di Kanlıca potete trovarlo, venduto insieme allo zucchero a velo, nei supermercati Migros o al Namli Gurme di Karaköy che si trova praticamente attaccato alla famosa sede di produzione dei dolci baklava di Karaköy Güllüoglu.
Naturalmente, durante i vostri pomeriggi estivi in Turchia, un buon Üzüm Şırası é davvero l’ideale per una pausa rinfrescante. E’ un succo d’uva che si differenzia da quello classico perché ha ottenuto una leggera fermentazione. L’Üzüm Şırası é usato come bevanda soprattutto durante il periodo del Ramazan ed é naturalmente analcolica e dolce. Una alternativa sicuramente migliore rispetto alle bevande come la Coca Cola.
Una curiosità: Il termine italiano yogurt, invariato anche in altre lingue, deriva dal turco yoğurt, dal verbo yoğurtmak che significa “mescolare”.
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Kanlıca Yoğurt ve Üzüm Şırası

Nella gastronomia turca lo yogurt, come in tutta l’area del Mediterraneo orientale, assume un ruolo di grande importanza che lo troverete impiegato in diversi modi: per condire le carni e le verdure fritte, per la preparazione degli antipasti (meze), per i mantı  oppure come salsa (cacık) con l’aggiunta di aglio, menta, cetrioli e olio. 

Tra i tanti tipi di yogurt che ho assaggiato, personalmente preferisco quello di Kanlıca, fatto con latte di mucca e di pecora e che viene accompagnato o con dello zucchero a velo o con della marmellata. Prodotto ad Istanbul, nel quartiere asiatico di Beykoz, vi consiglio di arrivarci per poterlo assaggiare direttamente in loco nei tanti chioschi che affacciano sul Bosforo. Non é una zona molto battuta dal turismo di massa ma é semplice da raggiungere arrivando al molo di Üsküdar in Asia e prendendo uno dei tanti autobus diretti a Beykoz con fermata nella zona di Kanlıca. Se invece non avete tempo per avventurarvi in queste bellissime e poco conosciute zone di Istanbul, lo yogurt di Kanlıca potete trovarlo, venduto insieme allo zucchero a velo, nei supermercati Migros o al Namli Gurme di Karaköy che si trova praticamente attaccato alla famosa sede di produzione dei dolci baklava di Karaköy Güllüoglu.

Naturalmente, durante i vostri pomeriggi estivi in Turchia, un buon Üzüm Şırası é davvero l’ideale per una pausa rinfrescante. E’ un succo d’uva che si differenzia da quello classico perché ha ottenuto una leggera fermentazione. L’Üzüm Şırası é usato come bevanda soprattutto durante il periodo del Ramazan ed é naturalmente analcolica e dolce. Una alternativa sicuramente migliore rispetto alle bevande come la Coca Cola.

Una curiosità: Il termine italiano yogurt, invariato anche in altre lingue, deriva dal turco yoğurt, dal verbo yoğurtmak che significa “mescolare”.

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Nostaljik Tramvay

La vecchia linea tramviaria elettrica di Istanbul é in funzione sia sul versante europeo (linea Taksim - Tünel), sia sul versante asiatico nel quartiere di Kadiköy (linea Kadiköy - Moda). I tram di queste due linee sono conservati in condizioni perfette e risalgono ai primi anni ‘50 del secolo scorso.

E’ da qualche anno e primo caso al mondo, sul finire del giorno, attaccato al tram della linea Taksim-Tünel vi é un vagone-palco (Tramvay Sahne) che trasporta un gruppo musicale che si esibisce dal vivo. Sono sopratutto band di giovani che hanno la possibilità di realizzare un live lungo tutta la linea del tram che attraversa l’İstiklal Caddesi, una delle strade pıù frequentate e famose dell’intera metropoli.

Istanbul é anche questa continua convivenza tra passato e un presente ricchissimo di novità verso un futuro tutto da scoprire.

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Küçüksu Kasrı

Ad Istanbul esistono una serie di palazzi risalenti all’epoca ottomana davvero straordinari per la loro grande bellezza. A parte il Topkapı e il Dolmabahçe che rappresentano gli edifici pıù grandi e importanti, vi consiglio una visita anche ad altri due che si trovano sulla sponda asiatica della metropoli: il Beylerbeyi Sarayı e il Küçüksu Kasrı oggetto del post di oggi.

Il Palazzo Küçüksu venne costruito per volere del sultano Abdül Mecid I, tra gli anni 1856-1857, come sua residenza estiva, al posto di quello pıù antico e in legno risalente al XVI secolo.

La decorazione della facciata ricorda tanto quella dei castelli bavaresi di Ludwig II con influssi in stile neo-barocco. L’edificio di due piani è circondato da un ampio giardino e visto che non ci sono folle di turisti, potete tranquillamente camminare immersi nella sua bellezza. All’interno troverete una bella collezione di mobili antichi, tappeti, marmi provenienti dall’Italia per decorare i camini, cristalli di Boemia e decorazioni che richiamano lo sfarzo e il lusso presenti negli altri palazzi imperiali.   

Insomma una visita, anche se risulta di breve durata per le piccole dimensioni del palazzo, può essere aggiunta al vostro tour insieme ai resti della storica fortezza di Anadolu Hisarı che si trova nelle sue vicinanze.

Arrivarci é semplicissimo: prendere il ferryboat per Üsküdar, una volta scesi salire sull’autobus (numero 15) per Beykoz e arrivare fino alla fermata di Küçüksu Kasrı. L’ıngresso é di sole 5 Lire Turche (meno dı due euro) ed il museo é aperto tutti i giorni (lunedi e giovedi chiuso) dalle 9:00 alle 17:00

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James Bond e Istanbul

Se siete appassionati delle avventure del famoso agente segreto britannico sicuramente avete notato il profondo legame tra 007 ed Istanbul.

Questo legame nasce dal fatto che Ian Fleming, lo scrittore che ha creato le storie di James Bond, aveva per qualche tempo soggiornato come giornalista nella città sul Bosforo innamorandosi perdutamente di essa. 

Nell’autobiografia di James Broccoli “The man who brought James Bond 007 to the screen" si dice che Fleming ad Istanbul era nel suo elemento: “amava i suoni, gli odori, la gente.

Nel film “Agente 007 dalla Russia con amore" del 1963 e interpretato da Sean Connery, ci sono moltissime scene girate ad Istanbul: dal Gran Bazar ad Hagia Sophia, dalla stazione dei ferryboat di Kabataş a Pendik quartiere asiatico periferico di Istanbul.

Il set é stato anche il luogo del presunto flirt tra Sean Connery e la modella e attrice italiana Daniela Bianchi, la “Bond girl” nel film, che riempì i giornali gossip dell’epoca (foto 1 e 2 sul Ponte di Galata, foto 3 sul piazzale di Hagia Sophia).

Istanbul é ancora presente nel film del 1999 “Il Mondo non basta" dove ad interpretare l’agente 007 é questa volta Pierce Brosnan. Le azioni del film si svolgono nella Torre di Galata, il molo di Karaköy e di Kasimpaşa, il Vogue Restaurant a Beşiktaş, il Küçüksu Kasrı e la Kız Kulesicon un James Bond che alla fine del film decide di godersi il Capodanno ad Istanbul con la sua aiutante, la bellissima Dottoressa Christmas Jones.

Per finire nel 2012 con “Skyfall”, l’ultimo della saga di James Bond, questa volta interpretato da Daniel Craig, vediamo l’agente segreto impegnato in uno spettacolare inseguimento tra i tetti e le strade del Bazar delle Spezie e la Yeni Cami a Eminönü, e lungo le strade di Sultanahmet fino al Gran Bazar.

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Bomonti

Nel 1890 i fratelli svizzeri Bomonti costruirono il primo birrifico ad Istanbul (nella prima foto una cartolina celebrativa). Con l’avvento della Repubblica e la successiva nazionalizzazione della produzione degli alcoolici, la fabbrica dal 1938 passa sotto la gestione della Istanbul Tekel fino al 1991 quando lo storico edificio venne abbandonato dai monopoli.

Grazie ad una licenza governativa la turca Efes, una tra le prime società di produzione di birra al mondo, da qualche anno ha riportato sul mercato la Bomonti (foto 2) che si presenta come una birra non filtrata, non molto alcolica, dolce e poco gassata. 

Ancora oggi con il nome di Bomonti si indica una zona del quartiere europeo di Şişli, proprio dove sorgeva l’antico birrificio. Molto probabilmente é l’unico caso al mondo dove un quartiere ha preso il nome per la fabbrica di birra che vi operava e non il contrario!

Attualmente il vicinissimo Hilton Istanbul Bomonti Hotel, inaugurato agli inizi del 2014, sta ultimando la ristrutturazione della fabbrica per farne un ampio luogo di ritrovo (cosa che avveniva in passato nel giardino del birrificio come in foto 3). Una riqualificazione che interessa l’intera zona a partire dalla già operativa sede per le conferenze internazionali dell’Hilton, ai ristoranti e ai negozi aperti o di prossima apertura, che puntano a far diventare questo quartiere uno dei nuovi centri nevralgici di Istanbul.

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Fonte foto 1 e 3 dal sito efes bira muzesi

Ramazan 
Per il calendario islamico nel 2014 il Ramazan (Ramadan) comincia il 28 Giugno per terminare il 27 Luglio, seguito da 3 giorni di festa (28-29-30 Luglio) che prendono il nome di Ramazan Bayrami.
Il calendario islamico è basato sull’anno lunare che è di 354 giorni, quindi le date del Ramazan cambiano ogni anno.
In questo mese i musulmani oltre a praticare il digiuno dall’alba al tramonto, non imprecano e non hanno rapporti sessuali durante le ore diurne per un processo di purificazione fisico e mentale.
Il Ramazan rivoluziona lo stile di vita di ogni persona che lo pratica e di conseguenza diventa importante il momento della cena.
Alla sera la gente si ritrova assieme per mangiare e tra le tante pietanze spicca il Ramazan Pidesi, una focaccia preparata per questa occasione.
Se siete ad Istanbul dovete fare attenzione ai 3 giorni successivi alla fine del Ramazan (28-30 Luglio) perchè sono giorni festivi. Quasi tutte le attività commerciali sono chiuse (anche il Gran Bazar!) e vi consiglio di controllare bene gli orari di apertura e chiusura dei luoghi che volete visitare perchè possono rimanere parzialmente chiusi.
In definitiva respirare il periodo del Ramazan ad Istanbul è consigliabile per il clima di festa che si respira, per gli eventi, le manifestazioni culturali, i concerti, gli spettacoli teatrali e per recarsi nei tantissimi ristoranti che durante questo periodo preparano menu speciali a prezzi contenuti e con spettacoli dal vivo.
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Ramazan 

Per il calendario islamico nel 2014 il Ramazan (Ramadan) comincia il 28 Giugno per terminare il 27 Luglio, seguito da 3 giorni di festa (28-29-30 Luglio) che prendono il nome di Ramazan Bayrami.

Il calendario islamico è basato sull’anno lunare che è di 354 giorni, quindi le date del Ramazan cambiano ogni anno.

In questo mese i musulmani oltre a praticare il digiuno dall’alba al tramonto, non imprecano e non hanno rapporti sessuali durante le ore diurne per un processo di purificazione fisico e mentale.

Il Ramazan rivoluziona lo stile di vita di ogni persona che lo pratica e di conseguenza diventa importante il momento della cena.

Alla sera la gente si ritrova assieme per mangiare e tra le tante pietanze spicca il Ramazan Pidesi, una focaccia preparata per questa occasione.

Se siete ad Istanbul dovete fare attenzione ai 3 giorni successivi alla fine del Ramazan (28-30 Luglio) perchè sono giorni festivi. Quasi tutte le attività commerciali sono chiuse (anche il Gran Bazar!) e vi consiglio di controllare bene gli orari di apertura e chiusura dei luoghi che volete visitare perchè possono rimanere parzialmente chiusi.

In definitiva respirare il periodo del Ramazan ad Istanbul è consigliabile per il clima di festa che si respira, per gli eventi, le manifestazioni culturali, i concerti, gli spettacoli teatrali e per recarsi nei tantissimi ristoranti che durante questo periodo preparano menu speciali a prezzi contenuti e con spettacoli dal vivo.

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Salihli KirazL’albero del ciliegio, da come ci ha tramandato Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, venne portato in Italia dal generale romano Lucio Licinio Lucullo, dopo la sconfitta di Mitridate VI, Re del Ponto, nel 70 a.C. nell’antica Cerasus o Cerasion (città delle ciliegie), l’attuale Giresun in Turchia sul Mar Nero.E’ in Turchia che ha origine questo frutto che invade con l’inizio dell’estate le nostre tavole.Naturalmente se venite nella patria dove sono nate le ciliegie dovete assolutamente assaggiare quelle che per me sono davvero eccezionali: le ciliegie di Salihli.Salihli si trova nel distretto di Manisa, una regione che affaccia sul Mar Egeo, e grazie alla sua posizione geografica particolarmente favorevole, possiede un terreno adatto per la produzione di uva sultanina e delle sue formidabili ciliegie.Rispetto alle altre ciliegie, la caratteristica principale delle ciliegie di Salihli é la maggiore grandezza accompagnata dalla dolcezza della croccante polpa. Sono ideali per i dolci e le marmellate che soprattutto in questo periodo potete assaggiare nelle pasticcerie e sulle tavole dei ristoranti turchi.Una curiosità: la pronunica in turco della parola kiraz (ciliegia) é molto simile a quella corrispondente nei dialetti del sud Italia cerasa ad indicare l’origine dall’antica città turca di Cerasus.
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Salihli Kiraz

L’albero del ciliegio, da come ci ha tramandato Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, venne portato in Italia dal generale romano Lucio Licinio Lucullo, dopo la sconfitta di Mitridate VI, Re del Ponto, nel 70 a.C. nell’antica Cerasus o Cerasion (città delle ciliegie), l’attuale Giresun in Turchia sul Mar Nero.

E’ in Turchia che ha origine questo frutto che invade con l’inizio dell’estate le nostre tavole.

Naturalmente se venite nella patria dove sono nate le ciliegie dovete assolutamente assaggiare quelle che per me sono davvero eccezionali: le ciliegie di Salihli.

Salihli si trova nel distretto di Manisa, una regione che affaccia sul Mar Egeo, e grazie alla sua posizione geografica particolarmente favorevole, possiede un terreno adatto per la produzione di uva sultanina e delle sue formidabili ciliegie.

Rispetto alle altre ciliegie, la caratteristica principale delle ciliegie di Salihli é la maggiore grandezza accompagnata dalla dolcezza della croccante polpa. 

Sono ideali per i dolci e le marmellate che soprattutto in questo periodo potete assaggiare nelle pasticcerie e sulle tavole dei ristoranti turchi.

Una curiosità: la pronunica in turco della parola kiraz (ciliegia) é molto simile a quella corrispondente nei dialetti del sud Italia cerasa ad indicare l’origine dall’antica città turca di Cerasus.

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Love Destination: Istanbul
Giacomo Stoffolani, Paco Nobili, Andrea Volpini e Giacomo Giovagnoli sono i giovani fondatori dell’Aberrazioni Cromatiche Studio con sede a Castelfidardo in provincia di Ancona.
Oltre ad essere fotografi e videomaker di ottimo livello, propongono un interessantissimo e nuovo progetto di servizi fotografici che hanno chiamato Love Destination, rivolto a tutti gli innamorati che hanno voglia di immortalare la loro storia d’amore avendo come cornice i panorami delle città più belle del mondo. 
Non a caso hanno inaugurato Love Destination con la città di Istanbul, ormai tra le mete turistichepiù visitate al mondo.
Vi invitiamo a visitare il loro sito per ammirare le splendide immagini e il breve video che hanno realizzato nella Città Incomparabile. 
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Love Destination: Istanbul

Giacomo Stoffolani, Paco Nobili, Andrea Volpini e Giacomo Giovagnoli sono i giovani fondatori dell’Aberrazioni Cromatiche Studio con sede a Castelfidardo in provincia di Ancona.

Oltre ad essere fotografi e videomaker di ottimo livello, propongono un interessantissimo e nuovo progetto di servizi fotografici che hanno chiamato Love Destinationrivolto a tutti gli innamorati che hanno voglia di immortalare la loro storia d’amore avendo come cornice i panorami delle città più belle del mondo. 

Non a caso hanno inaugurato Love Destination con la città di Istanbul, ormai tra le mete turistichepiù visitate al mondo.

Vi invitiamo a visitare il loro sito per ammirare le splendide immagini e il breve video che hanno realizzato nella Città Incomparabile. 

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Enis Aldjelis, die Blume des Ostens
Il film muto Enis Aldjelis, die Blume des Ostens (Enis Aldjelis, il Fiore d’Oriente) venne girato ad Istanbul nel 1917 dall’austriaco Ernst Marischka, il regista diventato famoso per i tre film dedicati a Sissi, l’Imperatrice d’Austria, interpretata da Romy Schneider negli anni ‘50 del novecento.
E’ incredibile che una troupe austriaca sia venuta, mentre era in corso la Prima Guerra Mondiale, nell’allora capitale dell’Impero Ottomano per realizzare un opera cinematografica di natura romantica. 
Una valida testimonianza di come l’Arte riesca in qualche modo a superare il dramma dei conflitti bellici. 
Durante la 47esima edizione dell’Altın Portakal Film Festivali di Antalya svoltasi nel 2010, parte del film venne musicato dagli artisti turchi Baba Zula e Murat Meric. 
Nel video dalla durata di tre minuti Bir sana, Bir de bana (Uno per me, uno per te) dei due musicisti turchi, vi sono delle scene tratte dal lavoro di Marishka e recitate da sua moglie Lilly (ın foto).
Nella Istanbul dei primi del novecento che fa da sfondo alle vicende del film, sono riconoscibili, sul finire del video, il Ponte di Galata, Eminönü, la Torre di Galata e il molo dove le barche attendono i passeggeri per il trasporto lungo lo stretto del Bosforo.
Naturalmente, a causa degli impegni militari dell’allora Impero Ottomano, gran parte della popolazione di Istanbul non é presente ed é forte la sensazione che in ogni fotogramma sembra aleggiare lo spettro della guerra.
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Enis Aldjelis, die Blume des Ostens

Il film muto Enis Aldjelis, die Blume des Ostens (Enis Aldjelis, il Fiore d’Oriente) venne girato ad Istanbul nel 1917 dall’austriaco Ernst Marischka, il regista diventato famoso per i tre film dedicati a Sissi, l’Imperatrice d’Austria, interpretata da Romy Schneider negli anni ‘50 del novecento.

E’ incredibile che una troupe austriaca sia venuta, mentre era in corso la Prima Guerra Mondiale, nell’allora capitale dell’Impero Ottomano per realizzare un opera cinematografica di natura romantica. 

Una valida testimonianza di come l’Arte riesca in qualche modo a superare il dramma dei conflitti bellici. 

Durante la 47esima edizione dell’Altın Portakal Film Festivali di Antalya svoltasi nel 2010, parte del film venne musicato dagli artisti turchi Baba Zula e Murat Meric. 

Nel video dalla durata di tre minuti Bir sana, Bir de bana (Uno per me, uno per te) dei due musicisti turchi, vi sono delle scene tratte dal lavoro di Marishka e recitate da sua moglie Lilly (ın foto).

Nella Istanbul dei primi del novecento che fa da sfondo alle vicende del film, sono riconoscibili, sul finire del video, il Ponte di Galata, Eminönü, la Torre di Galata e il molo dove le barche attendono i passeggeri per il trasporto lungo lo stretto del Bosforo.

Naturalmente, a causa degli impegni militari dell’allora Impero Ottomano, gran parte della popolazione di Istanbul non é presente ed é forte la sensazione che in ogni fotogramma sembra aleggiare lo spettro della guerra.

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Partite dei mondiali in streaming sulla Rai dall'estero

Siccome me lo stanno chiedendo in molti per gli italiani che vivono o sono di passaggio in Turchia vi segnalo il link italiatv.org dove é possibile vedere in streaming sul pc le partite del mondiale direttamente dai canali Rai.

Naturalmente in molti pub e locali di Istanbul é possibile assistere ai match anche se per questa edizione brasiliana gli orari sono un po’ particolari. 

Ma niente paura! Il popolo turco é molto appassionato di questo sport e di sicuro riuscirete a vedere la partita della nazionale senza nessun problema.

Forza Azzurri naturalmente!

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"Ma quanto é grande Istanbul?"
Quante volte mi é stata rivolta questa domanda alla quale ho sempre risposto con un sorriso perché davvero provo difficoltà nel cercare di far immaginare l’estensione di una megalopoli che ospita 15 milioni di abitanti!
Le foto che ho postato spero riesca a darvi almeno una piccola idea sulla sua effettiva grandezza. 
Perché ad Istanbul una cosa é certa: dovunque posi il tuo sguardo vedi sempre Istanbul.
L’immagine a sinistra che riprende Istanbul di giorno é stata scattata dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) il 16 Aprile 2004. Naturalmente i margini dell’intera area metropolitana sono visibili maggiormente in notturna, come potete notare a destra in uno scatto del 9 Agosto 2012 sempre dalla ISS. 
Sono visibili i 31 chilometri dello Stretto del Bosforo che separano le due metà della città collegando il Mar di Marmara con il Mar Nero; le ampie zone boscose e collinari; l’arcipelago delle Isole dei Principi; la parte vecchia di Istanbul sul famoso Corno d’Oro che occupa il punto di rilievo dell’ingresso meridionale dello stretto. 
Le linee luminose che notate sono le principali arterie di traffico che attraversano tutta l’area metropolitana e con un po’ di attenzione potete scorgere, sempre grazie alle loro illuminazioni, anche i due ponti sul Bosforo che uniscono il versante europeo con quello asiatico.
Infine sono visibili anche i due aeroporti internazionali: in basso a sinistra é riconoscibile quello di Atatürk mentre in basso a destra si scorge quello di Sabiha Gökçen. 
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Foto dal sito dell’ Earth Observatory della NASA

"Ma quanto é grande Istanbul?"

Quante volte mi é stata rivolta questa domanda alla quale ho sempre risposto con un sorriso perché davvero provo difficoltà nel cercare di far immaginare l’estensione di una megalopoli che ospita 15 milioni di abitanti!

Le foto che ho postato spero riesca a darvi almeno una piccola idea sulla sua effettiva grandezza.

Perché ad Istanbul una cosa é certa: dovunque posi il tuo sguardo vedi sempre Istanbul.

L’immagine a sinistra che riprende Istanbul di giorno é stata scattata dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) il 16 Aprile 2004. Naturalmente i margini dell’intera area metropolitana sono visibili maggiormente in notturna, come potete notare a destra in uno scatto del 9 Agosto 2012 sempre dalla ISS. 

Sono visibili i 31 chilometri dello Stretto del Bosforo che separano le due metà della città collegando il Mar di Marmara con il Mar Nero; le ampie zone boscose e collinari; l’arcipelago delle Isole dei Principila parte vecchia di Istanbul sul famoso Corno d’Oro che occupa il punto di rilievo dell’ingresso meridionale dello stretto. 

Le linee luminose che notate sono le principali arterie di traffico che attraversano tutta l’area metropolitana e con un po’ di attenzione potete scorgere, sempre grazie alle loro illuminazioni, anche i due ponti sul Bosforo che uniscono il versante europeo con quello asiatico.

Infine sono visibili anche i due aeroporti internazionali: in basso a sinistra é riconoscibile quello di Atatürk mentre in basso a destra si scorge quello di Sabiha Gökçen

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Foto dal sito dell’ Earth Observatory della NASA

Nei primi mesi del 1954 una eccezionale ondata di freddo travolse l’Europa Orientale
Il 25 Febbraio dello stesso anno dalla foce del Danubio nel Mar Nero arrivarono ad Istanbul tonnellate e tonnellate di ghiaccio che coprirono parte dello stretto del Bosforo e il porto
La prima volta documentata in cui successe un avvenimento del genere fu nel 401 d.C. durante il regno dell’imperatore bizantino Arcadio.

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