Kurban Bayramı 
La Festa del Sacrificio è la principale festa religiosa islamica e visto che i musulmani usano per regolare le loro festività il calendario lunare questa data cambia ogni anno: nel 2014 il Kurban Bayramı inizierà il 3 Ottobre per finire il 7.
In questi giorni si ricorda l’episodio biblico in cui venne effettuato il sacrificio sostitutivo con un montone da parte di Abramo, del tutto obbediente all’ordine divino di sacrificare il figlio, prima di essere fermato da un Angelo.
E’ la festa della fede e della indiscussa sottomissione al volere di Dio. Se considerate che la parola Islam significa “sottomissione, abbandono, consegna totale [di sé a Dio]" potete capire l’importanza che questa festa religiosa ha per i musulmani.
I musulmani sacrificano, come Abramo, un animale (ovino, caprino o bovino) in apposite zone adibite alla sua uccisione. La carne viene divisa in tre parti uguali: una viene consumata durante la festività, una viene conservata e un altra data ai poveri. Ogni famiglia musulmana, in base alle proprie disponibilità economiche, compie il suo rituale sacrificale il più delle volte pagando una quota su un singolo animale.
Anche in Turchia non mancano, un po’ come in Italia durante le feste di Pasqua ad esempio, polemiche da parte delle associazioni animaliste.
Chi con ironia, chi con ferocia, io ho voluto scegliere quella tra le più simpatiche perchè in questi giorni è possibile assistere (spero non dal vivo!) a fughe di animali inseguiti per strada dai loro proprietari!
A parte questo evento poco frequente che rientra nell’ordine di una boutade, il Kurban Bayramı rimane una festa dove le famiglie si riuniscono, stanno insieme e trascorrono con gioia conviviale questi momenti.
Se vi trovate a visitare Istanbul durante la Festa del Sacrificio dovete considerare la possibilità che molti musei, uffici pubblici e negozi restano chiusi o effettuano metà giornata lavorativa. Ma state lo stesso tranquilli perché il turismo non subisce nessun calo durante il Kurban Bayramı anzi, potrebbe rivelarsi anche una esperienza divertente se vi capita di essere invitati a partecipare ai festeggiamenti e sperimentare in prima persona la gentilezza e la grande ospitalità dei turchi.
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Kurban Bayramı 

La Festa del Sacrificio è la principale festa religiosa islamica e visto che i musulmani usano per regolare le loro festività il calendario lunare questa data cambia ogni anno: nel 2014 il Kurban Bayramı inizierà il 3 Ottobre per finire il 7.

In questi giorni si ricorda l’episodio biblico in cui venne effettuato il sacrificio sostitutivo con un montone da parte di Abramo, del tutto obbediente all’ordine divino di sacrificare il figlio, prima di essere fermato da un Angelo.

E’ la festa della fede e della indiscussa sottomissione al volere di Dio. Se considerate che la parola Islam significa “sottomissione, abbandono, consegna totale [di sé a Dio]" potete capire l’importanza che questa festa religiosa ha per i musulmani.

I musulmani sacrificano, come Abramo, un animale (ovino, caprino o bovino) in apposite zone adibite alla sua uccisione. La carne viene divisa in tre parti uguali: una viene consumata durante la festività, una viene conservata e un altra data ai poveri. Ogni famiglia musulmana, in base alle proprie disponibilità economiche, compie il suo rituale sacrificale il più delle volte pagando una quota su un singolo animale.

Anche in Turchia non mancano, un po’ come in Italia durante le feste di Pasqua ad esempio, polemiche da parte delle associazioni animaliste.

Chi con ironia, chi con ferocia, io ho voluto scegliere quella tra le più simpatiche perchè in questi giorni è possibile assistere (spero non dal vivo!) a fughe di animali inseguiti per strada dai loro proprietari!

A parte questo evento poco frequente che rientra nell’ordine di una boutade, il Kurban Bayramı rimane una festa dove le famiglie si riuniscono, stanno insieme e trascorrono con gioia conviviale questi momenti.

Se vi trovate a visitare Istanbul durante la Festa del Sacrificio dovete considerare la possibilità che molti musei, uffici pubblici e negozi restano chiusi o effettuano metà giornata lavorativa. Ma state lo stesso tranquilli perché il turismo non subisce nessun calo durante il Kurban Bayramı anzi, potrebbe rivelarsi anche una esperienza divertente se vi capita di essere invitati a partecipare ai festeggiamenti e sperimentare in prima persona la gentilezza e la grande ospitalità dei turchi.

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Nella lingua turca per indicare l’Autunno si utilizza una parola davvero bellissima: Sonbahar, “l’ultima Primavera" prima del’arrivo del freddo inverno.
Oltre ai colori eccezionali che la natura ci regala, ad Istanbul l’atmosfera é davvero dolce e personalmente ritengo questo periodo dell’anno il migliore per venire in visita sulle rive del Bosforo.
Oltre al fascino che puo’ regalare l’Autunno naturalmente non vi nascondo che considero principalmente tutti quei vantaggi (da quelli economici a quelli ambientali) che sorgono quando si decide di trascorrere una breve vacanza in un periodo dell’anno dove non c’é il turismo massiccio della stagione estiva.
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foto dal sito Miriadna

Nella lingua turca per indicare l’Autunno si utilizza una parola davvero bellissima: Sonbahar, “l’ultima Primavera" prima del’arrivo del freddo inverno.

Oltre ai colori eccezionali che la natura ci regala, ad Istanbul l’atmosfera é davvero dolce e personalmente ritengo questo periodo dell’anno il migliore per venire in visita sulle rive del Bosforo.

Oltre al fascino che puo’ regalare l’Autunno naturalmente non vi nascondo che considero principalmente tutti quei vantaggi (da quelli economici a quelli ambientali) che sorgono quando si decide di trascorrere una breve vacanza in un periodo dell’anno dove non c’é il turismo massiccio della stagione estiva.

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Tramonti di Istanbul - Sultanahmet, Corno D’Oro.
“…ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo”
Nazim Hikmet (Ti amo come se mangiassi il pane - 1959)

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Tramonti di Istanbul - Sultanahmet, Corno D’Oro.

…ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo 
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il 
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco 
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo

Nazim Hikmet (Ti amo come se mangiassi il pane - 1959)

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Sac Tava
E’ la speciale pentola di ghisa che viene usata nella cucina turca soprattutto per la preparazione delle carni (montone, vitello, pollo, agnello) insaporite con spezie, ortaggi di stagione e di solito affiancato al riso.
La pentola una volta portata a tavola sarà oggetto delle attenzioni dei commensali che intingeranno in essa il pane e lo farciranno con il suo gustosissimo contenuto.
Una esperienza gastronomica da provare assolutamente!
afiyet olsun! buon appetito!
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Sac Tava

E’ la speciale pentola di ghisa che viene usata nella cucina turca soprattutto per la preparazione delle carni (montone, vitello, pollo, agnello) insaporite con spezie, ortaggi di stagione e di solito affiancato al riso.

La pentola una volta portata a tavola sarà oggetto delle attenzioni dei commensali che intingeranno in essa il pane e lo farciranno con il suo gustosissimo contenuto.

Una esperienza gastronomica da provare assolutamente!

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Max Fridman nella spy story “La Porta d’Oriente” - Vittorio Giardino (1986) 

Estate 1938. Hitler affina le sue armi. In tutto il mondo, i servizi segreti dellle principali potenze si dichiarano una guerra implacabile.e l’ingegnere Stern è il fulcro in questo conflitto nascosto. 

Perseguitato e braccato dalle spie, Stern trova rifugio a Istanbul. 

In questa città cosmopolita, Max Fridman, un ex agente dei servizi segreti francesi domiciliato a Ginevra, viene richiamato suo malgrado a tentare l’impossibile per salvarlo. 

Insieme alla misteriosa Marta Witniz si contrapporrà fra spie di ogni provenienza addentrandosi nel cuore del Gran Bazar, all’ombra dei minareti, sulle rive del Bosforo.

Max Fridman - La Porta d’Oriente - Vittorio Giardino (Lizard Edizioni, Collana Bibliotéque € 17)

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Kariye Müzesi - Chiesa di San Salvatore in Chora

Nel distretto occidentale di Istanbul, chiamato Edimekapi, sorge la Chiesa di San Salvatore in Chora, cioè “fuori le mura" perché sorgeva all’esterno delle mura di Costantino.

Eretta nel XIV sec. offre un favoloso ciclo di mosaici, affreschi e di marmi a specchio. 

Trasformata in museo nel 1958 è, dopo Hagia Sophia, il più rappresentativo dei monumenti bizantini di Istanbul.

Tra i pannelli più pregevoli della chiesa, nota anche come Kariye Müzesi, spiccano quelli dell’Assunzione della Vergine, lo spettacolare Giudizio Universale, il Cristo Pantocrator e tantissime altri esempi che rappresentano la produzione pıu’ importante dell’arte bizantina esistenti al mondo!

Il museo é aperto tutti i giorni (mercoledi chiuso) dalle ore 9:00 alle 19:00 in estate, fino alle 17:00 in inverno. L’ingresso é di 15 Lire Turche (quasi 6 euro)

Per maggiori informazioni visitate anche il sito (in inglese) del museo choramuseum.com

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Tutte le foto sono dal sito del museo

1453 - La Caduta di Costantinopoli
Se avete voglia di leggere un ottimo libro che vi descrive uno tra i più importanti episodi avvenuti durante la millenaria storia di Istanbul, vi consiglio 1453 - La Caduta di Costantinopoli (ed. Bruno Mondadori, 2011, € 14) di Roger Crowley.
Lo storico e scrittore inglese (autore anche dell’interessante Imperi del mare. Dall’assedio di Malta alla battaglia di Lepanto) nel raccontare dettagliatamente la memorabile conquista degli ottomani che porterà alla fine del secolare Impero Bizantino e dell’epoca medievale, utilizza fonti e documenti di testimoni diretti o di poco posteriori e quando la fonte non è ritenuta storicamente credibile e attendibile, informa il lettore e sostituisce questo vuoto con delle sue personali interpretazioni e deduzioni sempre interessanti.
Un metodo che oltre a non rendere il racconto frammentario riesce a mantenere alta la straordinaria tensione narrativa fino alla fine, cosa che spesso non accade con molti saggi di Storia che inevitabilmente interessano solo un pubblico di addetti ai lavori. Inoltre l’autorevolezza basata su un accurato lavoro storico evitano il rischio di leggere un testo “stile Dan Brown" che la Storia, invece, la mortifica.
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1453 - La Caduta di Costantinopoli

Se avete voglia di leggere un ottimo libro che vi descrive uno tra i più importanti episodi avvenuti durante la millenaria storia di Istanbul, vi consiglio 1453 - La Caduta di Costantinopoli (ed. Bruno Mondadori, 2011, € 14) di Roger Crowley.

Lo storico e scrittore inglese (autore anche dell’interessante Imperi del mare. Dall’assedio di Malta alla battaglia di Lepanto) nel raccontare dettagliatamente la memorabile conquista degli ottomani che porterà alla fine del secolare Impero Bizantino e dell’epoca medievale, utilizza fonti e documenti di testimoni diretti o di poco posteriori e quando la fonte non è ritenuta storicamente credibile e attendibile, informa il lettore e sostituisce questo vuoto con delle sue personali interpretazioni e deduzioni sempre interessanti.

Un metodo che oltre a non rendere il racconto frammentario riesce a mantenere alta la straordinaria tensione narrativa fino alla fine, cosa che spesso non accade con molti saggi di Storia che inevitabilmente interessano solo un pubblico di addetti ai lavori. Inoltre l’autorevolezza basata su un accurato lavoro storico evitano il rischio di leggere un testo “stile Dan Brown" che la Storia, invece, la mortifica.

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Zeytinyağlı Yaprak Dolmasi
Un classico piatto della cucina turca sono gli involtini di foglia di vite (Zeytinyağlı Yaprak Dolmasi).
Diffusi sull’area che un tempo occupava l’Impero Ottomano, questi involtini vi stupiranno per la loro bontà!
Generalmente il ripieno è fatto con riso, carne macinata, grano o verdure.
Qualunque sia il ripieno essi risulteranno speziati e accompagnarli con lo yogurt o del formaggio fresco non fa che accrescere il loro straordinario sapore.
Un piatto che vi consiglio di provare assolutamente se avete voglia di scoprire i sapori e gli odori della gastronomia turca.
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Zeytinyağlı Yaprak Dolmasi

Un classico piatto della cucina turca sono gli involtini di foglia di vite (Zeytinyağlı Yaprak Dolmasi).

Diffusi sull’area che un tempo occupava l’Impero Ottomano, questi involtini vi stupiranno per la loro bontà!

Generalmente il ripieno è fatto con riso, carne macinata, grano o verdure.

Qualunque sia il ripieno essi risulteranno speziati e accompagnarli con lo yogurt o del formaggio fresco non fa che accrescere il loro straordinario sapore.

Un piatto che vi consiglio di provare assolutamente se avete voglia di scoprire i sapori e gli odori della gastronomia turca.

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Ayasofya Müzesi
Aya Sofia o Hagia Sophia o Basilica della Santa Sofia (la chiesa é dedicata alla saggezza divina) è il maggior esempio di architettura bizantina al mondo.
La chiesa risale al tempo dell’imperatore Giustiniano e fu realizzata nel 532 sul luogo dove sorgeva un’altra chiesa andata distrutta e i cui resti sono visibili nel cortile d’ingresso.
Si accede nella basilica dalla porta imperiale che era riservata al solo imperatore bizantino e al suo seguito. Ciò che colpisce una volta varcato l’ingresso sono le vaste proporzioni del’ambiente e la bellissima cupola. Quando gli ottomani conquistarono la città nel 1453 la basilica venne convertita in una moschea con l’aggiunta dei minareti. Potete notare il mihrab vicino all’abside che indica la direzione della Mecca. Il piano superiore è decorato con mosaici che rappresentano veri capolavori dell’arte bizantina. Tra questi segnalo quello raffigurante la deesis dove la Vergine Maria e Giovanni Battista chiedono l’intercessione per l’umanita’ a Cristo.
Nel 1935, il primo presidente turco e fondatore della Repubblica turca, Mustafa Kemal Atatürk, trasformò l’edificio in un museo. I tappeti della moschea vennero tolti e l’antico pavimento di marmo riapparve dopo secoli in cui erano stato coperto. L’intonaco bianco che copriva molti dei mosaici venne abilmente eliminato restituendo l’antico splendore ad uno dei monumenti più visitati e importanti di Istanbul.
Il Museo si trova ad Ayasofya Meydanı, Sultanahmet Fatih/İSTANBUL, é aperto tutti i giorni tranne il lunedi dalle 9:00 alle 17:00 (con ultimo ingresso alle 16:00) e in estate fino alle 19:00 (ultimo ingresso alle 18:00). Costo del biglietto: 30 Lire Turche (10 euro)
Sito del Museo: www.ayasofyamuzesi.gov.tr/en/
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Ayasofya Müzesi

Aya Sofia o Hagia Sophia o Basilica della Santa Sofia (la chiesa é dedicata alla saggezza divina) è il maggior esempio di architettura bizantina al mondo.

La chiesa risale al tempo dell’imperatore Giustiniano e fu realizzata nel 532 sul luogo dove sorgeva un’altra chiesa andata distrutta e i cui resti sono visibili nel cortile d’ingresso.

Si accede nella basilica dalla porta imperiale che era riservata al solo imperatore bizantino e al suo seguito. Ciò che colpisce una volta varcato l’ingresso sono le vaste proporzioni del’ambiente e la bellissima cupola. Quando gli ottomani conquistarono la città nel 1453 la basilica venne convertita in una moschea con l’aggiunta dei minareti. Potete notare il mihrab vicino all’abside che indica la direzione della Mecca. Il piano superiore è decorato con mosaici che rappresentano veri capolavori dell’arte bizantina. Tra questi segnalo quello raffigurante la deesis dove la Vergine Maria e Giovanni Battista chiedono l’intercessione per l’umanita’ a Cristo.

Nel 1935, il primo presidente turco e fondatore della Repubblica turca, Mustafa Kemal Atatürk, trasformò l’edificio in un museo. I tappeti della moschea vennero tolti e l’antico pavimento di marmo riapparve dopo secoli in cui erano stato coperto. L’intonaco bianco che copriva molti dei mosaici venne abilmente eliminato restituendo l’antico splendore ad uno dei monumenti più visitati e importanti di Istanbul.

Il Museo si trova ad Ayasofya Meydanı, Sultanahmet Fatih/İSTANBUL, é aperto tutti i giorni tranne il lunedi dalle 9:00 alle 17:00 (con ultimo ingresso alle 16:00) e in estate fino alle 19:00 (ultimo ingresso alle 18:00). Costo del biglietto: 30 Lire Turche (10 euro)

Sito del Museo: www.ayasofyamuzesi.gov.tr/en/

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Spettacoli Dervisci
Vi segnalo quattro opzioni per vedere lo spettacolo dei Dervisci a Istanbul. Esistono tante altre ma queste sono, secondo me, le migliori Tekke (luoghı dove si svolgono le danze):
1) Alla Tekke di Karagümrük, le cerimonie si svolgono ogni lunedì sera alle ore 21. Ingresso gratuito. Prenotazione non necessaria. Indirizzo: Canfeda Cami Sokak, Derviş Ali Mahallesi, Fatih
2) Alla Yenikapı Mevlevihanesi le cerimonie dei dervisci si svolgono i primi 3 giovedì del mese ed ogni ultimo venerdì del mese, dalle ore 19. L’ingresso è gratuito ma è necessaria la prenotazione telefonica al seguente numero: 0090 212 5829070. Indirizzo: Mevlevihane Caddesi   n°25, Merkez Efendi Mahallesi, Zeytinburnu. 
3) Alla Galata Mevlevihanesi le cerimonie si tengono tutte le domeniche alle ore 17. Un secondo spettacolo é alle 18. Il prezzo è di 40 Lire Turche. Non c’è la prenotazione ma l’acquisto del biglietto é possibile dal sabato mattina. Indirizzo: Galip Dede Caddesi n°15, Sahkulu Mahallesi, Beyoğlu.
4) Alla Silivrikapı Mevlevihanesi le cerimonie iniziano ogni giovedì, dalle ore 19.30 alle 23. Il prezzo è di 35 Lire Turche anche senza prenotazione. Indirizzo: Yeni Tavanlı Çeşme Sokak n°8, Mevlânakapı Mahallesi, Silivrikapı. 
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Spettacoli Dervisci

Vi segnalo quattro opzioni per vedere lo spettacolo dei Dervisci a Istanbul. Esistono tante altre ma queste sono, secondo me, le migliori Tekke (luoghı dove si svolgono le danze):

1) Alla Tekke di Karagümrük, le cerimonie si svolgono ogni lunedì sera alle ore 21. Ingresso gratuito. Prenotazione non necessaria. Indirizzo: Canfeda Cami Sokak, Derviş Ali Mahallesi, Fatih

2) Alla Yenikapı Mevlevihanesi le cerimonie dei dervisci si svolgono i primi 3 giovedì del mese ed ogni ultimo venerdì del mese, dalle ore 19. L’ingresso è gratuito ma è necessaria la prenotazione telefonica al seguente numero: 0090 212 5829070. Indirizzo: Mevlevihane Caddesi   n°25, Merkez Efendi Mahallesi, Zeytinburnu. 

3) Alla Galata Mevlevihanesi le cerimonie si tengono tutte le domeniche alle ore 17. Un secondo spettacolo é alle 18. Il prezzo è di 40 Lire Turche. Non c’è la prenotazione ma l’acquisto del biglietto é possibile dal sabato mattina. Indirizzo: Galip Dede Caddesi n°15, Sahkulu Mahallesi, Beyoğlu.

4) Alla Silivrikapı Mevlevihanesi le cerimonie iniziano ogni giovedì, dalle ore 19.30 alle 23. Il prezzo è di 35 Lire Turche anche senza prenotazione. Indirizzo: Yeni Tavanlı Çeşme Sokak n°8, Mevlânakapı Mahallesi, Silivrikapı. 

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Istanbulkart
Per un comodo soggıorno turıstıco l’acquisto della Istanbulkart diventa necessario. Con questa carta potete usufruıre di tuttı ı servızı pubblıcı presentı a Istanbul: dall’autobus al tram, dalla funivia aı traghetti, dalla teleferica alla metropolitana ed anche il Marmaray ed il metrobus. 
I servızı pubblıcı sono molto effıcıentı e pratıcamente riescono a coprire quasi tutta la citta’. La Istanbulkart non é nomınatıva, se ad esempio siete in due potete acquistarne una sola ed usarla per pagare entrambi i vostri spostamenti. E’ consıglıabıle la Istanbulkart perché se non la possedete dovete acquıstare ıl jeton (gettone) dal costo dı 3 Lıre Turche e non é utılızzabıle per tuttı ı mezzı pubblıcı. Invece la Istanbulkart oltre a valere per qualsiasi mezzo pubblico, pagate il prımo vıaggıo 1,95 Lıre Turche, ıl secondo fıno al quınto consecutivo, realizzato nell’arco dı due ore, il costo della corsa diventa sempre più basso.
Per avere la Istanbulkart si paga un deposito di 7 Lire ma prima di partire è possibile restituirla (ın qualsıası luogo dove é acquıstabıle) per riottenere indietro il deposito versato. Il credito che rimane sulla carta non è rimborsabile. La Istanbulkart la trovate in tutti i chioschi presenti nelle vicinanze e/o all’interno delle stazioni di tuttı ı servızı pubblici ma non negli aeroporti. Per utilizzarla è sufficiente farla passare davanti ai sensori dei tornelli, si ricarica facilmente negli stessi chioschi in cui si acquista oppure tramite le akbil dolum makinesi(macchinette elettroniche) facılmente rıconoscıbılı che si trovano in tutte le fermate.
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Istanbulkart

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I servızı pubblıcı sono molto effıcıentı e pratıcamente riescono a coprire quasi tutta la citta’. La Istanbulkart non é nomınatıva, se ad esempio siete in due potete acquistarne una sola ed usarla per pagare entrambi i vostri spostamenti. E’ consıglıabıle la Istanbulkart perché se non la possedete dovete acquıstare ıl jeton (gettone) dal costo dı 3 Lıre Turche e non é utılızzabıle per tuttı ı mezzı pubblıcı. Invece la Istanbulkart oltre a valere per qualsiasi mezzo pubblico, pagate il prımo vıaggıo 1,95 Lıre Turche, ıl secondo fıno al quınto consecutivo, realizzato nell’arco dı due ore, il costo della corsa diventa sempre più basso.

Per avere la Istanbulkart si paga un deposito di 7 Lire ma prima di partire è possibile restituirla (ın qualsıası luogo dove é acquıstabıle) per riottenere indietro il deposito versato. Il credito che rimane sulla carta non è rimborsabile. La Istanbulkart la trovate in tutti i chioschi presenti nelle vicinanze e/o all’interno delle stazioni di tuttı ı servızı pubblici ma non negli aeroporti. Per utilizzarla è sufficiente farla passare davanti ai sensori dei tornelli, si ricarica facilmente negli stessi chioschi in cui si acquista oppure tramite le akbil dolum makinesi(macchinette elettroniche) facılmente rıconoscıbılı che si trovano in tutte le fermate.

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Türkiye İş Bankası Müzesi

Un museo davvero interessante quello che vi invito a visitare, se vi trovate nei pressi di Eminönü, é l’edificio storico che ha ospitato la storica Banca turca del Lavoro.

Si trova nelle vicinanze del Misir Carsisi (Bazar delle Spezie) dietro alla bella e imponente Yeni Cami.

L’ıngresso é gratuito ed é aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00.

Un visita dentro gli uffici storici della Banca, dove sono esposti i suoi cimeli, fino ad arrivare all’interno del caveau in quello che risulta essere un interessante viaggio nella Storia e nella Cultura Economica del popolo turco dalla nascita della Repubblica fino ai giorni nostri.

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Keriman Halis Ece
Nata ad Istanbul nel 1913, ha vinto il 2 Luglio del 1932 il titolo di Miss Turchia, il concorso di bellezza iniziato nel 1929 e promosso dal quotidiano Cumhuriyet.   
Keriman Halis dopo questo successo venne invitata a partecipare all’International Pageant of Pulchritude, il concorso di bellezza internazionale antesignano di Miss Universo che si teneva a Spa in Belgio, per rappresentare il suo Paese. 
Il 31 luglio 1932, Keriman Halis concluse al primo posto il concorso superando le altre concorrenti provenienti da 28 paesi. Ottenne il primo titolo della Turchia a un concorso di bellezza internazionale, dopo appena dieci anni dalla proclamazione della Repubblica. 
Fu un evento, all’epoca, importante perché rappresentava per la Repubblica di Turchia il venir meno del pregiudizio che voleva la donna turca sottomessa all’uomo, senza dimenticare che le donne turche avevano diritto al voto già dal 1926. Il suo ritorno in patria fu un vero e proprio trionfo: venne accolta alla stazione di Sirkeci da oltre trentamila persone!
Dopo l’introduzione della legge sul cognome del 21 giugno 1934, Mustafa Kemal Atatürk diede personalmente a Kermina Halis il nome di famiglia “Ece" che significa "regina" in turco.
Morì il 28 gennaio 2012, diciannove giorni prima del suo 99° compleanno, ricordata ancora con molto affetto da tutti per essere stata tra i primissimi cittadini turchi ad ottenere un successo internazionale. 
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Keriman Halis Ece

Nata ad Istanbul nel 1913, ha vinto il 2 Luglio del 1932 il titolo di Miss Turchia, il concorso di bellezza iniziato nel 1929 e promosso dal quotidiano Cumhuriyet.   

Keriman Halis dopo questo successo venne invitata a partecipare all’International Pageant of Pulchritude, il concorso di bellezza internazionale antesignano di Miss Universo che si teneva a Spa in Belgio, per rappresentare il suo Paese. 

Il 31 luglio 1932, Keriman Halis concluse al primo posto il concorso superando le altre concorrenti provenienti da 28 paesi. Ottenne il primo titolo della Turchia a un concorso di bellezza internazionale, dopo appena dieci anni dalla proclamazione della Repubblica. 

Fu un evento, all’epoca, importante perché rappresentava per la Repubblica di Turchia il venir meno del pregiudizio che voleva la donna turca sottomessa all’uomo, senza dimenticare che le donne turche avevano diritto al voto già dal 1926. Il suo ritorno in patria fu un vero e proprio trionfo: venne accolta alla stazione di Sirkeci da oltre trentamila persone!

Dopo l’introduzione della legge sul cognome del 21 giugno 1934, Mustafa Kemal Atatürk diede personalmente a Kermina Halis il nome di famiglia “Ece" che significa "regina" in turco.

Morì il 28 gennaio 2012, diciannove giorni prima del suo 99° compleanno, ricordata ancora con molto affetto da tutti per essere stata tra i primissimi cittadini turchi ad ottenere un successo internazionale. 

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In Istanbul
Give him back to me
Oh, Istanbul
Give me back my brown-eyed son

Istanbul - Morrissey (World Peace Is None of Your Business, 2014)

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Kuzguncuk

A Istanbul il quartiere asiatico di Kuzguncuk é l’esempio reale di quello che era la pacifica convivenza tra religioni diverse durante l’Impero Ottomano.

E’ possibile ammirare la Chiesa armena di San Gregorio confinante ad una Moschea (foto 1). A pochi metri dalla Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio (foto 2) vi é vicinissima una Sınagoga ebraica (foto 3).

Kuzguncuk é facilmente raggiungibile in ferryboat con arrivo a Üsküdar, 5 minuti di autobus (direzione Beykoz) e siete arrivati.

Kuzguncuk si respira una meravigliosa atmosfera di quiete e di pace e con le sue case colorate e in legno (foto 4) vi dara’ l’impressione di trovarvi in un tipico borgo marinaro. 

Vi consiglio di fare anche una escursione nel vicino parco di Fethi Paşa Korusu e ammirare gli splendidi scorci dello Stretto del Bosforo immersi nella natura del luogo.

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