1453 - La Caduta di Costantinopoli
Se avete voglia di leggere un ottimo libro che vi descrive uno tra i più importanti episodi avvenuti durante la millenaria storia di Istanbul, vi consiglio 1453 - La Caduta di Costantinopoli (ed. Bruno Mondadori, 2011, € 14) di Roger Crowley.
Lo storico e scrittore inglese (autore anche dell’interessante Imperi del mare. Dall’assedio di Malta alla battaglia di Lepanto) nel raccontare dettagliatamente la memorabile conquista degli ottomani che porterà alla fine del secolare Impero Bizantino e dell’epoca medievale, utilizza fonti e documenti di testimoni diretti o di poco posteriori e quando la fonte non è ritenuta storicamente credibile e attendibile, informa il lettore e sostituisce questo vuoto con delle sue personali interpretazioni e deduzioni sempre interessanti.
Un metodo che oltre a non rendere il racconto frammentario riesce a mantenere alta la straordinaria tensione narrativa fino alla fine, cosa che spesso non accade con molti saggi di Storia che inevitabilmente interessano solo un pubblico di addetti ai lavori. Inoltre l’autorevolezza basata su un accurato lavoro storico evitano il rischio di leggere un testo “stile Dan Brown" che la Storia, invece, la mortifica.
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1453 - La Caduta di Costantinopoli

Se avete voglia di leggere un ottimo libro che vi descrive uno tra i più importanti episodi avvenuti durante la millenaria storia di Istanbul, vi consiglio 1453 - La Caduta di Costantinopoli (ed. Bruno Mondadori, 2011, € 14) di Roger Crowley.

Lo storico e scrittore inglese (autore anche dell’interessante Imperi del mare. Dall’assedio di Malta alla battaglia di Lepanto) nel raccontare dettagliatamente la memorabile conquista degli ottomani che porterà alla fine del secolare Impero Bizantino e dell’epoca medievale, utilizza fonti e documenti di testimoni diretti o di poco posteriori e quando la fonte non è ritenuta storicamente credibile e attendibile, informa il lettore e sostituisce questo vuoto con delle sue personali interpretazioni e deduzioni sempre interessanti.

Un metodo che oltre a non rendere il racconto frammentario riesce a mantenere alta la straordinaria tensione narrativa fino alla fine, cosa che spesso non accade con molti saggi di Storia che inevitabilmente interessano solo un pubblico di addetti ai lavori. Inoltre l’autorevolezza basata su un accurato lavoro storico evitano il rischio di leggere un testo “stile Dan Brown" che la Storia, invece, la mortifica.

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Zeytinyağlı Yaprak Dolmasi
Un classico piatto della cucina turca sono gli involtini di foglia di vite (Zeytinyağlı Yaprak Dolmasi).
Diffusi sull’area che un tempo occupava l’Impero Ottomano, questi involtini vi stupiranno per la loro bontà!
Generalmente il ripieno è fatto con riso, carne macinata, grano o verdure.
Qualunque sia il ripieno essi risulteranno speziati e accompagnarli con lo yogurt o del formaggio fresco non fa che accrescere il loro straordinario sapore.
Un piatto che vi consiglio di provare assolutamente se avete voglia di scoprire i sapori e gli odori della gastronomia turca.
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Zeytinyağlı Yaprak Dolmasi

Un classico piatto della cucina turca sono gli involtini di foglia di vite (Zeytinyağlı Yaprak Dolmasi).

Diffusi sull’area che un tempo occupava l’Impero Ottomano, questi involtini vi stupiranno per la loro bontà!

Generalmente il ripieno è fatto con riso, carne macinata, grano o verdure.

Qualunque sia il ripieno essi risulteranno speziati e accompagnarli con lo yogurt o del formaggio fresco non fa che accrescere il loro straordinario sapore.

Un piatto che vi consiglio di provare assolutamente se avete voglia di scoprire i sapori e gli odori della gastronomia turca.

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Ayasofya Müzesi
Aya Sofia o Hagia Sophia o Basilica della Santa Sofia (la chiesa é dedicata alla saggezza divina) è il maggior esempio di architettura bizantina al mondo.
La chiesa risale al tempo dell’imperatore Giustiniano e fu realizzata nel 532 sul luogo dove sorgeva un’altra chiesa andata distrutta e i cui resti sono visibili nel cortile d’ingresso.
Si accede nella basilica dalla porta imperiale che era riservata al solo imperatore bizantino e al suo seguito. Ciò che colpisce una volta varcato l’ingresso sono le vaste proporzioni del’ambiente e la bellissima cupola. Quando gli ottomani conquistarono la città nel 1453 la basilica venne convertita in una moschea con l’aggiunta dei minareti. Potete notare il mihrab vicino all’abside che indica la direzione della Mecca. Il piano superiore è decorato con mosaici che rappresentano veri capolavori dell’arte bizantina. Tra questi segnalo quello raffigurante la deesis dove la Vergine Maria e Giovanni Battista chiedono l’intercessione per l’umanita’ a Cristo.
Nel 1935, il primo presidente turco e fondatore della Repubblica turca, Mustafa Kemal Atatürk, trasformò l’edificio in un museo. I tappeti della moschea vennero tolti e l’antico pavimento di marmo riapparve dopo secoli in cui erano stato coperto. L’intonaco bianco che copriva molti dei mosaici venne abilmente eliminato restituendo l’antico splendore ad uno dei monumenti più visitati e importanti di Istanbul.
Il Museo si trova ad Ayasofya Meydanı, Sultanahmet Fatih/İSTANBUL, é aperto tutti i giorni tranne il lunedi dalle 9:00 alle 17:00 (con ultimo ingresso alle 16:00) e in estate fino alle 19:00 (ultimo ingresso alle 18:00). Costo del biglietto: 30 Lire Turche (10 euro)
Sito del Museo: www.ayasofyamuzesi.gov.tr/en/
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Ayasofya Müzesi

Aya Sofia o Hagia Sophia o Basilica della Santa Sofia (la chiesa é dedicata alla saggezza divina) è il maggior esempio di architettura bizantina al mondo.

La chiesa risale al tempo dell’imperatore Giustiniano e fu realizzata nel 532 sul luogo dove sorgeva un’altra chiesa andata distrutta e i cui resti sono visibili nel cortile d’ingresso.

Si accede nella basilica dalla porta imperiale che era riservata al solo imperatore bizantino e al suo seguito. Ciò che colpisce una volta varcato l’ingresso sono le vaste proporzioni del’ambiente e la bellissima cupola. Quando gli ottomani conquistarono la città nel 1453 la basilica venne convertita in una moschea con l’aggiunta dei minareti. Potete notare il mihrab vicino all’abside che indica la direzione della Mecca. Il piano superiore è decorato con mosaici che rappresentano veri capolavori dell’arte bizantina. Tra questi segnalo quello raffigurante la deesis dove la Vergine Maria e Giovanni Battista chiedono l’intercessione per l’umanita’ a Cristo.

Nel 1935, il primo presidente turco e fondatore della Repubblica turca, Mustafa Kemal Atatürk, trasformò l’edificio in un museo. I tappeti della moschea vennero tolti e l’antico pavimento di marmo riapparve dopo secoli in cui erano stato coperto. L’intonaco bianco che copriva molti dei mosaici venne abilmente eliminato restituendo l’antico splendore ad uno dei monumenti più visitati e importanti di Istanbul.

Il Museo si trova ad Ayasofya Meydanı, Sultanahmet Fatih/İSTANBUL, é aperto tutti i giorni tranne il lunedi dalle 9:00 alle 17:00 (con ultimo ingresso alle 16:00) e in estate fino alle 19:00 (ultimo ingresso alle 18:00). Costo del biglietto: 30 Lire Turche (10 euro)

Sito del Museo: www.ayasofyamuzesi.gov.tr/en/

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Spettacoli Dervisci
Vi segnalo quattro opzioni per vedere lo spettacolo dei Dervisci a Istanbul. Esistono tante altre ma queste sono, secondo me, le migliori Tekke (luoghı dove si svolgono le danze):
1) Alla Tekke di Karagümrük, le cerimonie si svolgono ogni lunedì sera alle ore 21. Ingresso gratuito. Prenotazione non necessaria. Indirizzo: Canfeda Cami Sokak, Derviş Ali Mahallesi, Fatih
2) Alla Yenikapı Mevlevihanesi le cerimonie dei dervisci si svolgono i primi 3 giovedì del mese ed ogni ultimo venerdì del mese, dalle ore 19. L’ingresso è gratuito ma è necessaria la prenotazione telefonica al seguente numero: 0090 212 5829070. Indirizzo: Mevlevihane Caddesi   n°25, Merkez Efendi Mahallesi, Zeytinburnu. 
3) Alla Galata Mevlevihanesi le cerimonie si tengono tutte le domeniche alle ore 17. Un secondo spettacolo é alle 18. Il prezzo è di 40 Lire Turche. Non c’è la prenotazione ma l’acquisto del biglietto é possibile dal sabato mattina. Indirizzo: Galip Dede Caddesi n°15, Sahkulu Mahallesi, Beyoğlu.
4) Alla Silivrikapı Mevlevihanesi le cerimonie iniziano ogni giovedì, dalle ore 19.30 alle 23. Il prezzo è di 35 Lire Turche anche senza prenotazione. Indirizzo: Yeni Tavanlı Çeşme Sokak n°8, Mevlânakapı Mahallesi, Silivrikapı. 
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Spettacoli Dervisci

Vi segnalo quattro opzioni per vedere lo spettacolo dei Dervisci a Istanbul. Esistono tante altre ma queste sono, secondo me, le migliori Tekke (luoghı dove si svolgono le danze):

1) Alla Tekke di Karagümrük, le cerimonie si svolgono ogni lunedì sera alle ore 21. Ingresso gratuito. Prenotazione non necessaria. Indirizzo: Canfeda Cami Sokak, Derviş Ali Mahallesi, Fatih

2) Alla Yenikapı Mevlevihanesi le cerimonie dei dervisci si svolgono i primi 3 giovedì del mese ed ogni ultimo venerdì del mese, dalle ore 19. L’ingresso è gratuito ma è necessaria la prenotazione telefonica al seguente numero: 0090 212 5829070. Indirizzo: Mevlevihane Caddesi   n°25, Merkez Efendi Mahallesi, Zeytinburnu. 

3) Alla Galata Mevlevihanesi le cerimonie si tengono tutte le domeniche alle ore 17. Un secondo spettacolo é alle 18. Il prezzo è di 40 Lire Turche. Non c’è la prenotazione ma l’acquisto del biglietto é possibile dal sabato mattina. Indirizzo: Galip Dede Caddesi n°15, Sahkulu Mahallesi, Beyoğlu.

4) Alla Silivrikapı Mevlevihanesi le cerimonie iniziano ogni giovedì, dalle ore 19.30 alle 23. Il prezzo è di 35 Lire Turche anche senza prenotazione. Indirizzo: Yeni Tavanlı Çeşme Sokak n°8, Mevlânakapı Mahallesi, Silivrikapı. 

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Istanbulkart
Per un comodo soggıorno turıstıco l’acquisto della Istanbulkart diventa necessario. Con questa carta potete usufruıre di tuttı ı servızı pubblıcı presentı a Istanbul: dall’autobus al tram, dalla funivia aı traghetti, dalla teleferica alla metropolitana ed anche il Marmaray ed il metrobus. 
I servızı pubblıcı sono molto effıcıentı e pratıcamente riescono a coprire quasi tutta la citta’. La Istanbulkart non é nomınatıva, se ad esempio siete in due potete acquistarne una sola ed usarla per pagare entrambi i vostri spostamenti. E’ consıglıabıle la Istanbulkart perché se non la possedete dovete acquıstare ıl jeton (gettone) dal costo dı 3 Lıre Turche e non é utılızzabıle per tuttı ı mezzı pubblıcı. Invece la Istanbulkart oltre a valere per qualsiasi mezzo pubblico, pagate il prımo vıaggıo 1,95 Lıre Turche, ıl secondo fıno al quınto consecutivo, realizzato nell’arco dı due ore, il costo della corsa diventa sempre più basso.
Per avere la Istanbulkart si paga un deposito di 7 Lire ma prima di partire è possibile restituirla (ın qualsıası luogo dove é acquıstabıle) per riottenere indietro il deposito versato. Il credito che rimane sulla carta non è rimborsabile. La Istanbulkart la trovate in tutti i chioschi presenti nelle vicinanze e/o all’interno delle stazioni di tuttı ı servızı pubblici ma non negli aeroporti. Per utilizzarla è sufficiente farla passare davanti ai sensori dei tornelli, si ricarica facilmente negli stessi chioschi in cui si acquista oppure tramite le akbil dolum makinesi(macchinette elettroniche) facılmente rıconoscıbılı che si trovano in tutte le fermate.
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Istanbulkart

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I servızı pubblıcı sono molto effıcıentı e pratıcamente riescono a coprire quasi tutta la citta’. La Istanbulkart non é nomınatıva, se ad esempio siete in due potete acquistarne una sola ed usarla per pagare entrambi i vostri spostamenti. E’ consıglıabıle la Istanbulkart perché se non la possedete dovete acquıstare ıl jeton (gettone) dal costo dı 3 Lıre Turche e non é utılızzabıle per tuttı ı mezzı pubblıcı. Invece la Istanbulkart oltre a valere per qualsiasi mezzo pubblico, pagate il prımo vıaggıo 1,95 Lıre Turche, ıl secondo fıno al quınto consecutivo, realizzato nell’arco dı due ore, il costo della corsa diventa sempre più basso.

Per avere la Istanbulkart si paga un deposito di 7 Lire ma prima di partire è possibile restituirla (ın qualsıası luogo dove é acquıstabıle) per riottenere indietro il deposito versato. Il credito che rimane sulla carta non è rimborsabile. La Istanbulkart la trovate in tutti i chioschi presenti nelle vicinanze e/o all’interno delle stazioni di tuttı ı servızı pubblici ma non negli aeroporti. Per utilizzarla è sufficiente farla passare davanti ai sensori dei tornelli, si ricarica facilmente negli stessi chioschi in cui si acquista oppure tramite le akbil dolum makinesi(macchinette elettroniche) facılmente rıconoscıbılı che si trovano in tutte le fermate.

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Türkiye İş Bankası Müzesi

Un museo davvero interessante quello che vi invito a visitare, se vi trovate nei pressi di Eminönü, é l’edificio storico che ha ospitato la storica Banca turca del Lavoro.

Si trova nelle vicinanze del Misir Carsisi (Bazar delle Spezie) dietro alla bella e imponente Yeni Cami.

L’ıngresso é gratuito ed é aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00.

Un visita dentro gli uffici storici della Banca, dove sono esposti i suoi cimeli, fino ad arrivare all’interno del caveau in quello che risulta essere un interessante viaggio nella Storia e nella Cultura Economica del popolo turco dalla nascita della Repubblica fino ai giorni nostri.

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Keriman Halis Ece
Nata ad Istanbul nel 1913, ha vinto il 2 Luglio del 1932 il titolo di Miss Turchia, il concorso di bellezza iniziato nel 1929 e promosso dal quotidiano Cumhuriyet.   
Keriman Halis dopo questo successo venne invitata a partecipare all’International Pageant of Pulchritude, il concorso di bellezza internazionale antesignano di Miss Universo che si teneva a Spa in Belgio, per rappresentare il suo Paese. 
Il 31 luglio 1932, Keriman Halis concluse al primo posto il concorso superando le altre concorrenti provenienti da 28 paesi. Ottenne il primo titolo della Turchia a un concorso di bellezza internazionale, dopo appena dieci anni dalla proclamazione della Repubblica. 
Fu un evento, all’epoca, importante perché rappresentava per la Repubblica di Turchia il venir meno del pregiudizio che voleva la donna turca sottomessa all’uomo, senza dimenticare che le donne turche avevano diritto al voto già dal 1926. Il suo ritorno in patria fu un vero e proprio trionfo: venne accolta alla stazione di Sirkeci da oltre trentamila persone!
Dopo l’introduzione della legge sul cognome del 21 giugno 1934, Mustafa Kemal Atatürk diede personalmente a Kermina Halis il nome di famiglia “Ece" che significa "regina" in turco.
Morì il 28 gennaio 2012, diciannove giorni prima del suo 99° compleanno, ricordata ancora con molto affetto da tutti per essere stata tra i primissimi cittadini turchi ad ottenere un successo internazionale. 
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Keriman Halis Ece

Nata ad Istanbul nel 1913, ha vinto il 2 Luglio del 1932 il titolo di Miss Turchia, il concorso di bellezza iniziato nel 1929 e promosso dal quotidiano Cumhuriyet.   

Keriman Halis dopo questo successo venne invitata a partecipare all’International Pageant of Pulchritude, il concorso di bellezza internazionale antesignano di Miss Universo che si teneva a Spa in Belgio, per rappresentare il suo Paese. 

Il 31 luglio 1932, Keriman Halis concluse al primo posto il concorso superando le altre concorrenti provenienti da 28 paesi. Ottenne il primo titolo della Turchia a un concorso di bellezza internazionale, dopo appena dieci anni dalla proclamazione della Repubblica. 

Fu un evento, all’epoca, importante perché rappresentava per la Repubblica di Turchia il venir meno del pregiudizio che voleva la donna turca sottomessa all’uomo, senza dimenticare che le donne turche avevano diritto al voto già dal 1926. Il suo ritorno in patria fu un vero e proprio trionfo: venne accolta alla stazione di Sirkeci da oltre trentamila persone!

Dopo l’introduzione della legge sul cognome del 21 giugno 1934, Mustafa Kemal Atatürk diede personalmente a Kermina Halis il nome di famiglia “Ece" che significa "regina" in turco.

Morì il 28 gennaio 2012, diciannove giorni prima del suo 99° compleanno, ricordata ancora con molto affetto da tutti per essere stata tra i primissimi cittadini turchi ad ottenere un successo internazionale. 

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In Istanbul
Give him back to me
Oh, Istanbul
Give me back my brown-eyed son

Istanbul - Morrissey (World Peace Is None of Your Business, 2014)

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Kuzguncuk

A Istanbul il quartiere asiatico di Kuzguncuk é l’esempio reale di quello che era la pacifica convivenza tra religioni diverse durante l’Impero Ottomano.

E’ possibile ammirare la Chiesa armena di San Gregorio confinante ad una Moschea (foto 1). A pochi metri dalla Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio (foto 2) vi é vicinissima una Sınagoga ebraica (foto 3).

Kuzguncuk é facilmente raggiungibile in ferryboat con arrivo a Üsküdar, 5 minuti di autobus (direzione Beykoz) e siete arrivati.

Kuzguncuk si respira una meravigliosa atmosfera di quiete e di pace e con le sue case colorate e in legno (foto 4) vi dara’ l’impressione di trovarvi in un tipico borgo marinaro. 

Vi consiglio di fare anche una escursione nel vicino parco di Fethi Paşa Korusu e ammirare gli splendidi scorci dello Stretto del Bosforo immersi nella natura del luogo.

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Cığala-zade Yusuf Sinan Paşa
Scipione Cicala nato a Messina nel 1552 apparteneva ad una nobile famiglia genovese. A diciannove anni venne fatto prigioniero dalla marina ottomana mentre era in viaggio per la Spagna. Arrivato ad Istanbul gli venne posto il retorico dilemma: o la morte oppure convertirsi all'Islam ed entrare nell’esercito. Il giovane nobile genovese scelse l’opzione della sopravvivenza e cambiò nome in Yusuf Cığala-zade, dove il suffisso -zade sta per “figlio di” a volere in ogni caso mantenere vive le sue origini.
In meno di venti anni, fatti di ordini e missioni, si ritrova al comando di una flotta che divenne il terrore delle coste calabresi tanto da essere ricordato nei vecchi racconti popolari: ”Arrivaru li turchi, a la marina cu Scipioni Cicala e novanta galeri. Na matina di maggiu, Cirò vozzi coraggiu mentre poi a settembri, toccò a Riggiu. Genti fujiti, jiti a la muntagna, accussì di li turchi nessuno vi pigghia!”
Dopo il matrimonio con due nipoti del sultano Selim II vide aumentare le sue ricchezze e la sua influenza tanto da diventare Kapudan Paşa (Grande Ammiraglio della flotta ottomana). Per quaranta giorni riuscì a ricoprire anche l’incarico di Gran Visir, una specie di Ministro degli Interni, che abbandonò a causa degli intrighi di corte.
Continuò la sua opera combattendo sia contro i persiani che contro gli austriaci, mentre gli ultimi anni della sua vita li dedicò alla conquista della Calabria che in passato tante volte aveva saccheggiato, ma il suo progetto fallì miseramente venendo sconfitto dai reggini nel 1602.
C’è chi dice che dopo questa sconfitta ritornò ad Istanbul dove morì nel 1605. Chi dice che tornò a Genova sotto falso nome per vedere la città delle sue origini. Oppure che sia stato sconfitto in Polonia trovando la morte per mano di un cattolico che lo trafisse con un pugnale sussurrandogli “rinnegato” o morire nel corso della ritirata.
Qualunque sia stata la sua fine, oggi ciò che rimane di Scipione, oltre alle sue imprese, é quello di aver dato un nome al quartiere dove abitava e che oggi si chiama Cağaloğlu nell’antico distretto di Fatih, sul versante europeo di Istanbul, e dove vi é ancora in funzione l’hamam da lui costruito.
Fabrizio De André nel brano Sinàn Capudàn Pascià, nell’album Creuza de mä del 1984, ci racconta di questo personaggio che non compare nei libri di storia italiani ma é conosciutissimo in Turchia. 
 ”e questa a l’è a ma stöia 
e t’ä veuggiu cuntâ 
'n po' primma ch'à vegiàià 
a me peste ‘ntu murtä 
e questa a l’è a memöia 
a memöia du Cigä 
ma ‘nsci libbri de stöia 
Sinán Capudán Pasciá…”

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Cığala-zade Yusuf Sinan Paşa

Scipione Cicala nato a Messina nel 1552 apparteneva ad una nobile famiglia genovese. A diciannove anni venne fatto prigioniero dalla marina ottomana mentre era in viaggio per la Spagna. Arrivato ad Istanbul gli venne posto il retorico dilemma: o la morte oppure convertirsi all'Islam ed entrare nell’esercito. Il giovane nobile genovese scelse l’opzione della sopravvivenza e cambiò nome in Yusuf Cığala-zade, dove il suffisso -zade sta per “figlio di” a volere in ogni caso mantenere vive le sue origini.

In meno di venti anni, fatti di ordini e missioni, si ritrova al comando di una flotta che divenne il terrore delle coste calabresi tanto da essere ricordato nei vecchi racconti popolari: ”Arrivaru li turchi, a la marina cu Scipioni Cicala e novanta galeri. Na matina di maggiu, Cirò vozzi coraggiu mentre poi a settembri, toccò a Riggiu. Genti fujiti, jiti a la muntagna, accussì di li turchi nessuno vi pigghia!

Dopo il matrimonio con due nipoti del sultano Selim II vide aumentare le sue ricchezze e la sua influenza tanto da diventare Kapudan Paşa (Grande Ammiraglio della flotta ottomana). Per quaranta giorni riuscì a ricoprire anche l’incarico di Gran Visir, una specie di Ministro degli Interni, che abbandonò a causa degli intrighi di corte.

Continuò la sua opera combattendo sia contro i persiani che contro gli austriaci, mentre gli ultimi anni della sua vita li dedicò alla conquista della Calabria che in passato tante volte aveva saccheggiato, ma il suo progetto fallì miseramente venendo sconfitto dai reggini nel 1602.

C’è chi dice che dopo questa sconfitta ritornò ad Istanbul dove morì nel 1605. Chi dice che tornò a Genova sotto falso nome per vedere la città delle sue origini. Oppure che sia stato sconfitto in Polonia trovando la morte per mano di un cattolico che lo trafisse con un pugnale sussurrandogli “rinnegato” o morire nel corso della ritirata.

Qualunque sia stata la sua fine, oggi ciò che rimane di Scipione, oltre alle sue imprese, é quello di aver dato un nome al quartiere dove abitava e che oggi si chiama Cağaloğlu nell’antico distretto di Fatih, sul versante europeo di Istanbul, e dove vi é ancora in funzione lhamam da lui costruito.

Fabrizio De André nel brano Sinàn Capudàn Pascià, nell’album Creuza de mä del 1984, ci racconta di questo personaggio che non compare nei libri di storia italiani ma é conosciutissimo in Turchia. 

 ”e questa a l’è a ma stöia 

e t’ä veuggiu cuntâ 

'n po' primma ch'à vegiàià 

a me peste ‘ntu murtä 

e questa a l’è a memöia 

a memöia du Cigä 

ma ‘nsci libbri de stöia 

Sinán Capudán Pasciá…”

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Kanlıca Yoğurt ve Üzüm Şırası
Nella gastronomia turca lo yogurt, come in tutta l’area del Mediterraneo orientale, assume un ruolo di grande importanza che lo troverete impiegato in diversi modi: per condire le carni e le verdure fritte, per la preparazione degli antipasti (meze), per i mantı  oppure come salsa (cacık) con l’aggiunta di aglio, menta, cetrioli e olio. 
Tra i tanti tipi di yogurt che ho assaggiato, personalmente preferisco quello di Kanlıca, fatto con latte di mucca e di pecora e che viene accompagnato o con dello zucchero a velo o con della marmellata. Prodotto ad Istanbul, nel quartiere asiatico di Beykoz, vi consiglio di arrivarci per poterlo assaggiare direttamente in loco nei tanti chioschi che affacciano sul Bosforo. Non é una zona molto battuta dal turismo di massa ma é semplice da raggiungere arrivando al molo di Üsküdar in Asia e prendendo uno dei tanti autobus diretti a Beykoz con fermata nella zona di Kanlıca. Se invece non avete tempo per avventurarvi in queste bellissime e poco conosciute zone di Istanbul, lo yogurt di Kanlıca potete trovarlo, venduto insieme allo zucchero a velo, nei supermercati Migros o al Namli Gurme di Karaköy che si trova praticamente attaccato alla famosa sede di produzione dei dolci baklava di Karaköy Güllüoglu.
Naturalmente, durante i vostri pomeriggi estivi in Turchia, un buon Üzüm Şırası é davvero l’ideale per una pausa rinfrescante. E’ un succo d’uva che si differenzia da quello classico perché ha ottenuto una leggera fermentazione. L’Üzüm Şırası é usato come bevanda soprattutto durante il periodo del Ramazan ed é naturalmente analcolica e dolce. Una alternativa sicuramente migliore rispetto alle bevande come la Coca Cola.
Una curiosità: Il termine italiano yogurt, invariato anche in altre lingue, deriva dal turco yoğurt, dal verbo yoğurtmak che significa “mescolare”.
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Kanlıca Yoğurt ve Üzüm Şırası

Nella gastronomia turca lo yogurt, come in tutta l’area del Mediterraneo orientale, assume un ruolo di grande importanza che lo troverete impiegato in diversi modi: per condire le carni e le verdure fritte, per la preparazione degli antipasti (meze), per i mantı  oppure come salsa (cacık) con l’aggiunta di aglio, menta, cetrioli e olio. 

Tra i tanti tipi di yogurt che ho assaggiato, personalmente preferisco quello di Kanlıca, fatto con latte di mucca e di pecora e che viene accompagnato o con dello zucchero a velo o con della marmellata. Prodotto ad Istanbul, nel quartiere asiatico di Beykoz, vi consiglio di arrivarci per poterlo assaggiare direttamente in loco nei tanti chioschi che affacciano sul Bosforo. Non é una zona molto battuta dal turismo di massa ma é semplice da raggiungere arrivando al molo di Üsküdar in Asia e prendendo uno dei tanti autobus diretti a Beykoz con fermata nella zona di Kanlıca. Se invece non avete tempo per avventurarvi in queste bellissime e poco conosciute zone di Istanbul, lo yogurt di Kanlıca potete trovarlo, venduto insieme allo zucchero a velo, nei supermercati Migros o al Namli Gurme di Karaköy che si trova praticamente attaccato alla famosa sede di produzione dei dolci baklava di Karaköy Güllüoglu.

Naturalmente, durante i vostri pomeriggi estivi in Turchia, un buon Üzüm Şırası é davvero l’ideale per una pausa rinfrescante. E’ un succo d’uva che si differenzia da quello classico perché ha ottenuto una leggera fermentazione. L’Üzüm Şırası é usato come bevanda soprattutto durante il periodo del Ramazan ed é naturalmente analcolica e dolce. Una alternativa sicuramente migliore rispetto alle bevande come la Coca Cola.

Una curiosità: Il termine italiano yogurt, invariato anche in altre lingue, deriva dal turco yoğurt, dal verbo yoğurtmak che significa “mescolare”.

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Nostaljik Tramvay

La vecchia linea tramviaria elettrica di Istanbul é in funzione sia sul versante europeo (linea Taksim - Tünel), sia sul versante asiatico nel quartiere di Kadiköy (linea Kadiköy - Moda). I tram di queste due linee sono conservati in condizioni perfette e risalgono ai primi anni ‘50 del secolo scorso.

E’ da qualche anno e primo caso al mondo, sul finire del giorno, attaccato al tram della linea Taksim-Tünel vi é un vagone-palco (Tramvay Sahne) che trasporta un gruppo musicale che si esibisce dal vivo. Sono sopratutto band di giovani che hanno la possibilità di realizzare un live lungo tutta la linea del tram che attraversa l’İstiklal Caddesi, una delle strade pıù frequentate e famose dell’intera metropoli.

Istanbul é anche questa continua convivenza tra passato e un presente ricchissimo di novità verso un futuro tutto da scoprire.

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Küçüksu Kasrı

Ad Istanbul esistono una serie di palazzi risalenti all’epoca ottomana davvero straordinari per la loro grande bellezza. A parte il Topkapı e il Dolmabahçe che rappresentano gli edifici pıù grandi e importanti, vi consiglio una visita anche ad altri due che si trovano sulla sponda asiatica della metropoli: il Beylerbeyi Sarayı e il Küçüksu Kasrı oggetto del post di oggi.

Il Palazzo Küçüksu venne costruito per volere del sultano Abdül Mecid I, tra gli anni 1856-1857, come sua residenza estiva, al posto di quello pıù antico e in legno risalente al XVI secolo.

La decorazione della facciata ricorda tanto quella dei castelli bavaresi di Ludwig II con influssi in stile neo-barocco. L’edificio di due piani è circondato da un ampio giardino e visto che non ci sono folle di turisti, potete tranquillamente camminare immersi nella sua bellezza. All’interno troverete una bella collezione di mobili antichi, tappeti, marmi provenienti dall’Italia per decorare i camini, cristalli di Boemia e decorazioni che richiamano lo sfarzo e il lusso presenti negli altri palazzi imperiali.   

Insomma una visita, anche se risulta di breve durata per le piccole dimensioni del palazzo, può essere aggiunta al vostro tour insieme ai resti della storica fortezza di Anadolu Hisarı che si trova nelle sue vicinanze.

Arrivarci é semplicissimo: prendere il ferryboat per Üsküdar, una volta scesi salire sull’autobus (numero 15) per Beykoz e arrivare fino alla fermata di Küçüksu Kasrı. L’ıngresso é di sole 5 Lire Turche (meno dı due euro) ed il museo é aperto tutti i giorni (lunedi e giovedi chiuso) dalle 9:00 alle 17:00

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James Bond e Istanbul

Se siete appassionati delle avventure del famoso agente segreto britannico sicuramente avete notato il profondo legame tra 007 ed Istanbul.

Questo legame nasce dal fatto che Ian Fleming, lo scrittore che ha creato le storie di James Bond, aveva per qualche tempo soggiornato come giornalista nella città sul Bosforo innamorandosi perdutamente di essa. 

Nell’autobiografia di James Broccoli “The man who brought James Bond 007 to the screen" si dice che Fleming ad Istanbul era nel suo elemento: “amava i suoni, gli odori, la gente.

Nel film “Agente 007 dalla Russia con amore" del 1963 e interpretato da Sean Connery, ci sono moltissime scene girate ad Istanbul: dal Gran Bazar ad Hagia Sophia, dalla stazione dei ferryboat di Kabataş a Pendik quartiere asiatico periferico di Istanbul.

Il set é stato anche il luogo del presunto flirt tra Sean Connery e la modella e attrice italiana Daniela Bianchi, la “Bond girl” nel film, che riempì i giornali gossip dell’epoca (foto 1 e 2 sul Ponte di Galata, foto 3 sul piazzale di Hagia Sophia).

Istanbul é ancora presente nel film del 1999 “Il Mondo non basta" dove ad interpretare l’agente 007 é questa volta Pierce Brosnan. Le azioni del film si svolgono nella Torre di Galata, il molo di Karaköy e di Kasimpaşa, il Vogue Restaurant a Beşiktaş, il Küçüksu Kasrı e la Kız Kulesicon un James Bond che alla fine del film decide di godersi il Capodanno ad Istanbul con la sua aiutante, la bellissima Dottoressa Christmas Jones.

Per finire nel 2012 con “Skyfall”, l’ultimo della saga di James Bond, questa volta interpretato da Daniel Craig, vediamo l’agente segreto impegnato in uno spettacolare inseguimento tra i tetti e le strade del Bazar delle Spezie e la Yeni Cami a Eminönü, e lungo le strade di Sultanahmet fino al Gran Bazar.

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Bomonti

Nel 1890 i fratelli svizzeri Bomonti costruirono il primo birrifico ad Istanbul (nella prima foto una cartolina celebrativa). Con l’avvento della Repubblica e la successiva nazionalizzazione della produzione degli alcoolici, la fabbrica dal 1938 passa sotto la gestione della Istanbul Tekel fino al 1991 quando lo storico edificio venne abbandonato dai monopoli.

Grazie ad una licenza governativa la turca Efes, una tra le prime società di produzione di birra al mondo, da qualche anno ha riportato sul mercato la Bomonti (foto 2) che si presenta come una birra non filtrata, non molto alcolica, dolce e poco gassata. 

Ancora oggi con il nome di Bomonti si indica una zona del quartiere europeo di Şişli, proprio dove sorgeva l’antico birrificio. Molto probabilmente é l’unico caso al mondo dove un quartiere ha preso il nome per la fabbrica di birra che vi operava e non il contrario!

Attualmente il vicinissimo Hilton Istanbul Bomonti Hotel, inaugurato agli inizi del 2014, sta ultimando la ristrutturazione della fabbrica per farne un ampio luogo di ritrovo (cosa che avveniva in passato nel giardino del birrificio come in foto 3). Una riqualificazione che interessa l’intera zona a partire dalla già operativa sede per le conferenze internazionali dell’Hilton, ai ristoranti e ai negozi aperti o di prossima apertura, che puntano a far diventare questo quartiere uno dei nuovi centri nevralgici di Istanbul.

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Fonte foto 1 e 3 dal sito efes bira muzesi